Il Trono di Spade, il più agoniato posto di quest'epoca, tanto marcio quanto l'amore perverso dei fratelli Lannister.
Quest'opera
è la rappresentazione della fiction Tudors, ma sostituendo lo sfondo
storico con quello fantasy (che di fantasy c'è ben poco...).
Ormai,
il fantasy odierno, sta perdendo sempre più la qualità di essere un
"genere" e sta diventando un fenomeno letterario, quasi una corrente.
E come ogni corrente che si rispetti, anch'essa è caratterizzata da differenti "pensieri", modi di interpretare questo tipo letterario.
Con l'avvento di questo nuovo scrittore di nome R.R. Martin si è arrivati ad un punto quasi evolutivo del Fantasy.
I modelli , diciamo, classicisti di Tolkien, in cui si parlava nelle sue opere di un Fantasy Epico vengono tralasciati, accantonati. Lo stesso è successo con la scrittrice J.K. Rowling che con il suo Harry Potter si rivolgeva ad un pubblico , a mio avviso, più giovane rispetto alle opere tolkeniane, in cui nel suo "mondo" inventato, magia e realtà convivevano tranquillamente.
Questa caratteristica fa si che l' Harry Potter sia stata la prima opera del suo genere ad avere un carattere particolarmente "urbano" con cui il lettore, per la prima volta; può trovare una giustificazione della totale assenza degli elementi fantastici nelle vita reale. Ecco perchè ha avuto un enorme successo, oltre alla spettacolare fantasia e alla meccanica originale della storia. E' talmente verosimile da immettere nel vocabolario lessicale del lettore, insulti come Mezzosangue oppure il termine Babbano "rischiando" di usarli quotidianamente.
Ritornando alle opere tolkeniane, non è obbligatorio far riferimento ai suoi modelli, si possono paragonare quasi ai modelli "classicisti" del passato dove vennero poi tralasciati in parte nel Barocco perchè ormai, gli scrittori, erano stanchi della solita forma. Questo fenomeno si verifica anche nel mondo del Fantasy: il "padre" della Compagnia dell' Anello non viene più considerato, si cerca di sfondare nel campo letterario utilizzando questo genere trovando delle alternative come ha fatto Terry Pratchett o il giovane Christopher Paolini (anche se lui in maniera minore).
Pertanto Martin ha composto un'opera di notevole rilievo letterario ma di grave intolleranza verso i personaggi da lui creati. Nelle opere prima citate i personaggi avevano trovato un posto nel cuore del lettore e dello stesso scrittore. Nel trono di spade invece c'è una quasi intolleranza da parte dell' autore verso i protagonisti della sua vicenda. Far morire un personaggio di notevole rilievo nella storia può avere senso ma non ne ha se ad esempio Eddard Stark lo facciano morire come una vacca al macello. A mio avviso in qualsiasi opera i personaggi della vicenda devono avere una certa dignità nell'opera soprattutto se sopraggiunge la loro morte e per di più se si tratta di uno dei protagonisti.
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